Fontana del Ferro

L’Associazione di Promozione Sociale Giardini Aperti Verona nell’aprile del 2024 ha firmato un Patto di Sussidiarietà con il Comune di Verona per il recupero e la valorizzazione della Fontana del Ferro, uno dei luoghi più cari alla tradizione veronese.

Data la sua collocazione in altura, adagiata sulla dorsale collinare di San Pietro, la fontana si trova in una posizione protetta, all’interno di quell’ambito che per primo accolse i futuri cittadini veronesi. Proprio per questo, molto probabilmente, le sue acque furono la principale fonte di approvvigionamento già per queste popolazioni.
Acque che scorrono all’interno di una galleria drenante scavata nei calcari marnosi con lo scopo di incrementare il deflusso idrico della sorgente.
All’acqua che sgorga dalla fontana, già in tempi antichi, erano state attribuite proprietà prodigiose; si narra che lo stesso Pipino re d’Italia (777-810) fosse solito abbeverarsene.
Proprietà, però, smentite dalle analisi chimiche eseguite nei secoli scorsi che hanno anche escluso una presenza di ferro più elevata della norma.
Il nome fontana “del Ferro” potrebbe, quindi, non essere strettamente relazionato al minerale contenuto nelle sue acque, ma riferirsi a Feronia, dea della fertilità e protettrice delle acque sorgive. Proprio alla dea è dedicato il poemetto Ferronia di Antonio Pasini nella seconda metà del secolo XVI che ne narra la leggenda nei pressi della fontana.
La Fontana del Ferro ha, da tempo immemore, rappresentato uno dei luoghi più suggestivi delle colline che attorniano a settentrione la città di Verona.
Qui, gli abitanti del rione di San Giovanni in Valle, e non solo, erano soliti ritrovarsi per celebrare – in una sovrapposizione di tradizioni tra mondo pagano e cristiano – la festa di San Giovanni (24 giugno) in corrispondenza con il solstizio d’estate (20/21 giugno).
L’uso della fontana
Probabilmente, già ai tempi di Teodorico (454-526) esisteva una canalizzazione che convogliava l’acqua della fontana al vicino abitato. Certa è, invece, la realizzazione nel 1459 di un condotto diretto alla cisterna situata nell’omonima piazzetta nei pressi della chiesa di San Giovanni in Valle.
Alle ultime decadi del sec. XIX è testimoniata la concessione dell’area a privati che prevedeva la possibilità di «smerciare sul luogo paste e dolci», i famosi “tochi duri”.
Nel 1908, il Comune di Verona, al fine di valorizzare l’area della Fontana del Ferro decise di costruire a proprie spese un piccolo magazzino con sovrapposta terrazza poi dato in concessione ai fratelli Emilio, Gedeone e Attilio Turco. Questi, nel fabbricato di fronte alla fontana (edificio ancora esistente), aprirono nel 1912 la “Grande birreria ristorante Fontana del Ferro”.

Nel 1928 il Comune concesse all’Azienda Elettrica Comunale di utilizzare una parte del magazzino per adibirlo a cabina elettrica di trasformazione. Infatti, il suggestivo luogo di ritrovo vicino all’antica sorgente stava, oramai, passando di moda.
Il piccolo fabbricato venne poi in parte demolito negli anni Sessanta del ‘900 lasciando il sito in una situazione di degrado.
Il grave stato di abbandono fu interrotto solamente alla fine degli anni Novanta del Novecento grazie agli sforzi dell’Associazione Difesa Ambientale (ADA) presieduta da Salvatore Cocozza che, in accordo e con il supporto del Comune di Verona, predispose un adeguato progetto di recupero.
Oltre al completo ripristino dell’intero sito, venne attuato lo spostamento della cabina elettrica e completata la demolizione del vecchio magazzino, realizzando così la piccola piazzetta caratterizzata dalla pavimentazione in cementine esagonali.


